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I Cultisti

John Vincent

Nato sotto la giunzione planetaria del 26 Marzo 1982, sulle pianure brune del Galles in mezzo a un cerchio di dolomiti primitivi. La madre, ispirata dal parto doloroso e sanguinolento, decide di dargli il nome dell’attore di Alien, John Vincent Hurt. Ed è questo nome propizio che sigillerà in quel piccolo bambino la sua inestinguibile passione per il cinema.

Crescendo prima in mezzo alle torri nere di New York e poi sul fiume morente di Londra, John si nutre del pessimo cinema anni ’80 e innalza statue di osso ai sacerdoti del B movie: Carpenter, Craven e Cronenberg tra i primi, le produzioni dei quali gli sussurrano parole di tormento durante le notti e lo introducono al culto degli déi antichi.

John Vincent

A 13 anni, l’età è finalmente propizia – i genitori di John lo portano in Italia dove intendono sacrificarlo vergine a Yog Sothoth. Ma proprio quella sera una retata inaspettata della polizia segreta Vaticana  stermina il culto sotto una luna di sangue e ferma così l’arrivo del capro nero nel nostro universo.

John scappa dalla scena, tenendo stretto a sé l’amuleto del dio informe. Negli anni successivi, sotto la protezione dei cultisti di Dagon, John coltiverà la sua passione per il cinema di culto e di genere e aprirà il portale della sua anima a Cthulhu.

Gli anni della maturità passano rapidi e le parole sussurate dei grandi sacerdoti del cinema si intensificano – finché le stelle non si mostrano propizie per attivare l’amuleto di Yog Sothoth e condurre John verso il tempio degli antichi sulle sabbie rosse di Marte.

Qui John conosce il Lord detto Phobos. Al cospetto del suo trono di teschi piangenti sangue, forma il Culto Marziano e decide di cominciare questo podcast, che i sussurri dei grandi sacerdoti possano tormentare tutti voi e portare a un nuovo regno oscuro sulla terra.

Lord Phobos

Sopra una montagna di teschi nel castello delle pene ho regnato su di un trono di sangue.
La mia lunga, lunghissima esistenza prima del mio ingresso nel mondo del web, non vi interessa.
Il mio ingresso nel mondo del web lo ha cambiato rivoltandolo come un calzino. Era tanto tempo fa. Eravamo attorno al 1999 – 2000.
Lord Phobos fece il suo ingresso in internet, e nulla fu mai più lo stesso. Ai tempi la parola “troll”, se c’era, non era ancora molto usata. La parola “flamer” esisteva, ma era un termine di nicchia, conosciuto perlopiù dai fruitori di usenet e bbs.

Per entrambe le parole, ci fu un solo e molto semplice sinonimo: Lord Phobos.

Dalle chat, dai videogiochi, dai forum, Lord Phobos ha preso il web e il suo popolo brutalizzandoli e schiacciandoli senza pietà sotto il tallone del suo piede. Il flame, lo ha praticamente inventato lui. Le forme retoriche per umiliare ed annichilire chiunque, quelle che conoscete, che spesso usate anche voi, le ha inventate lui. Un esempio fra tanti: la parola “bimbominchia”, è opera sua.
Per tanti. Tanti. Tanti anni. Fino ad erigersi un personale Castello nel quale radunare un piccolo esercito di irriducibili sostenitori e lanciare i propri strali dal suo interno.
Castello che ora giace in rovina, abbandonato, ed ora le piogge cadono nei suoi saloni, ma nessuno è lì per sentirle. And now the rains sweep o’er his halls, but no one’s there to hear.
Voci incontrollate parlano di un Castello di Lord Phobos tuttora in costruzione, che stia per tornare con tutta la forza del suo odio. Staremo a vedere.

Phobos
Lord Phobos

E poi si è calmato, adesso Lord Phobos non flamma più (non chiedeteglielo che si scoccia, è come chiedere a Mark Hamill di fare sempre e solo Luke alle convention, dai, che palle), è diventato un pacioso simpatico ed amabilissimo ragazzo dall’apparente età di 22 anni che posta su Facebook, lavora, esce con gli amici, fa cose, vede gente… Certo ogni tanto quel recondito e represso tratto malvagio della sua personalità tirannica riemerge, ma non è nulla che non possa essere gestito.

Lord Phobos (anche basta, dai, si chiama Fabio, ma si può chiamarlo “Phobos”, da quando ha smesso di cercare di dominare il web non è più un Lord… vedremo in futuro) non avrà la stessa sterminata cultura filmica (davvero: è un mostro) di John Vincent, ma ne è, era e sarà sempre un enorme appassionato. Del cinema, non di John Vincent. Fin da 13 enne sogna di lavorarci, prima o dopo, e fin da 13 enne cataloga, analizza, critica, recensisce, stronca, esalta. Questa è una nuova occasione per farlo bene. Ma attenzione al pericolo di risvegliare Lord Phobos dal suo sonno internettaro. Non è morto ciò che in eterno può attendere. Ma col passare di strane ere, anche la Morte si rompe i coglioni.

Diamoci da fare. John è appena comparso al mio cospetto. Abbiamo molti film da recensire, abbiamo i vostri commenti da leggere (ce li segnamo tutti), dobbiamo adempiere ai nostri rituali.

Tutto è stato predisposto. Ogni elemento è al suo posto. Osserviamo le stelle… è tempo di inserire la cassetta.

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